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Sabato 29 settembre alle ore 18.30 all’interno della Cavallerizza di Palazzo Sambuca, inaugura “Traces of Soul” mostra personale di Fabio Modica.

Una nuova collaborazione della storica galleria catanese Arionte Arte Contemporanea con la Fondazione Sambuca, che con questo nuovo appuntamento, propone i lavori di un giovane artista siciliano . L’evento, realizzato nel contesto di Palermo Capitale della Cultura 2018 e anche inserito nella programmazione della Settimana delle Culture.

Fabio Modica, scrive il curatore : “esprime una straordinaria capacità di frammentazione multisensoriale della visione, ottenuta con un elaborato e sapiente cromatismo che ne facilita la focalizzazione dell’immagine. La composizione cromatica, cattura l’osservatore con l’immediatezza propria di un fotogramma scomposto, un senso di tridimensionalità che rende compartecipi dell’opera dell’artista e di tutto ciò che essa comunica e riproduce. Il colore è lo strumento per arrivare alla forma e alla percezione”. Le sue tele sono un “mosaico espressionista”, se così può definirsi la tecnica pittorica dell’artista siciliano, in cui la materia delle tessere musive è sostituita dall’ addensarsi del colore disteso a spatola, come tessere create da grumi di colore a significare stati emozionali. L’evento è stato realizzato con il contributo tecnico di: IDEA HUB, l’Associazione per la Promozione Sociale e Culturale VOLO, e Fanale Architettura.

Fabio Modica nasce a Catania nel 1978. Allievo di noti artisti italiani quali Alberto Abate e Antonio Santacroce, le sue prime prove possono ascriversi allo stile classico rinascimentale, con occasionali riferimenti alla mitologia greca e latina ed una predilezione per soggetti avvolti da luce caravaggesca. Perfezionatasi nella tecnica ad olio, la sua arte trova ulteriori veicoli espressivi negli acrilici, i gessetti, gli acquerelli e, soprattutto, in tecniche miste sperimentali ed innovative. L’incontro con il pittore Antonio Santacroce segna un radicale cambiamento nella sua produzione ed identità di artista. Gradualmente prende le distanze dallo stile figurativo classico per abbracciare una prospettiva semi-astratta, nella quale l’amore per le nude linee e i colori sfocia in un agone irrisolto fra l’innata propensione per i linguaggi realistici ed iperrealisti e l’irresistibilerichiamo dell’espressionismo astratto.

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I feel an intense emotion when something figurative, though painted in an abstract fashion, emerges from disruptive brushstrokes. My vision slowly pieces itself together among the grains, stones, branches, and earth incorporated by thick paint. It is like activating the reverse process of the disintegration that consumed ancient paintings. I feel vibrations when my work gains a life of its own. Though it may seem that I paint out of omnipotence, it is a true act of love and self-sacrifice. All this happens to me especially when trying to catch the human gaze. I like to look around the eye, slowly approaching it, almost like a predator creeping up on its prey. Then I stop and wait for the right moment to strike. The eye always remains the very last thing I create, and I savor it deeply. Once it is accomplished, the inner power of my artwork is released. I strongly believe that Art is the most effective means to trigger self-awareness, whether you make it or simply enjoy it. My painting attempts to capture individuals who experience a sudden and unprecedented moment of self-revelation. These epiphanies arouse a truly eye-opening emotion, which may or may not lead to a life-changing turn around.

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"Il colore, per Fabio Modica, non è uno strumento accessorio: è una scelta, anzi una vocazione. Eleggere il colore a vero e proprio “codice” significa che esso assurge a sistema linguistico autonomo e compiuto, dotato di una fonetica, una grammatica e una sintassi, nonché di un lessico utile per “dire”, per raccontare tutta la realtà. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è necessaria molta disciplina per governare forze così poderose." | Daniela Vasta

"Le opere di Modica vivono a pieno il contemporaneo e sviluppano un approccio ben saldo al concetto che in arte non esiste progresso (l’arte non è scienza e non ne subisce le regole e condizionamenti). .... colori che vanno considerati come phantom, cioè puri spettri visivi privi di realtà fisica, proprio in quanto l’uomo può immaginarli ed anche sognarli, così che essi debbono considerarsi pure emozioni (Isaac Newton). L’artista fa sì che le sue figure oltrepassino lo sguardo dello spettatore proiettandole così in una dimensione metafisica del tempo “unico”, del tempo non corruttibile che è contemporaneamente presente, passato e futuro. ...scruta in primo piano i volti ritratti quasi a voler penetrare la materia carnale per oltrepassarla, per poter inseguire e descrivere l’anima del soggetto, i suoi sentimenti più intimi, i suoi pensieri più reconditi nella certezza che ognuno di questi è unico e va considerato una splendida eccezione..." | Salvo Russo

"Fabio Modica’s painting is a kind of devotion, a reverent homage to “presence”. It is rooted in the Gnostic idea that we are, indeed, prisoners of matter – needing some means of liberation from the biological constraints of the human spirit. Human creativity is one of the traditional means by which we slip the surly bonds of Earth (John Magee) without benefit of divine intervention. This body of work acts as a delivery system to facilitate a “communion” between viewers and this transcendent dimension." | Bill Lowe

"Fabio Modica is one of those artists whose paintings impress at a first glance. He is an alchemist of color, and his brushwork is amazing. His portraits’ gaze pierces people and landscapes like a laser, and unveils the slightest weakness in them. His models are bare, without being undressed, and a pure, supernatural vision is always conjured up. When you look at one of his paintings, it feels as if you are wearing x-ray glasses. Life is sort of 'x-rayed'... His amazing and exciting paintings do not leave anyone indifferent." | Lorenadia Vidoni

"Nessuno di noi, entrato imprudentemente nel raggio di azione dello sfidante, può sottrarsi al cruento gioco dialettico dello sguardo che non lascia scampo. Da quel momento l’artista realizza, attraverso immagini spiazzanti, una relazione emotiva, il cui esito è aperto.L’artista riprende con una perentorietà segnica, inconfondibile, propria del nostro tempo, la grande lezione antonelliana, nella resa del volto umano, instauratrice di un vincolante rapporto bilaterale, che si estrinseca in un passaggio di energia tra il misterioso soggetto, emerso dall’ombra, e lo spettatore ignaro adescato." | Giovanni Stella 


PORTFOLIO

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Gnosis

Il termine "Gnosis", di origine greca, si riferisce ad una "conoscenza" non teoretica, ma incardinata nell'azione e nell'esperienza. Il pittore professa la sua fede nell'Arte quale mezzo privilegiato per stimolare la conoscenza del Sé. La serie ritrae individui colti in uno stato epifanico di autoconsapevolezza da cui scaturiscono emozioni in grado di scuotere una consolidata visione del mondo. 

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Prisoners of Matter

Nella serie "Prisoners of Matter" i soggetti appaiono intrappolati nel mondo materiale, simboleggiato dalla "materia" pittorica. Modica cattura abilmente l'istante in cui una sorta di illuminazione, definita dal regista Werner Herzog "il flash estatico da cui emerge la Verità", libera i soggetti da barriere e costrizioni autoindotte perché possano risvegliarsi in uno stato superiore di coscienza.

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